Edulcoranti nell’industria alimentare

Febbraio 19, 2026

Gli edulcoranti (spesso chiamati anche “dolcificanti”) sono delle sostanze che assumiamo quotidianamente in diversi tipi di alimenti e bevande, ma anche integratori alimentari e farmaci. Alcune sostanze appartenenti alla classe degli edulcoranti alimentari si possono trovare anche nei cosmetici destinati alle mucose della bocca come dentifrici, collutori, stick labbra.

Cosa sono gli edulcoranti e a cosa servono

Gli edulcoranti sono additivi alimentari utilizzati per conferire un sapore dolce agli alimenti o alle bevande senza utilizzare zuccheri. Secondo la definizione dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), essi vengono impiegati in sostituzione degli zuccheri per la produzione di alimenti a ridotto contenuto calorico, alimenti non cariogeni e alimenti destinati a persone affette da diabete.

Classificazione

Possiamo suddividere gli edulcoranti in due grandi categorie basate sul loro potere dolcificante e apporto energetico:

  • Edulcoranti intensivi: hanno un potere dolcificante notevolmente superiore a quello del saccarosio (il comune zucchero da cucina), ma un apporto calorico trascurabile o nullo. Alcuni esempi molto noti sono Aspartame (E 951), Saccarina (E 954), Acesulfame K (E 950), Glicosidi estratti dalla pianta della stevia (E 960).
  • Polioli (o edulcoranti di massa): hanno un potere dolcificante simile o leggermente inferiore allo zucchero e possono avere anche funzioni tecnologiche. Ad esempio possono essere utilizzati come umettanti e/o agenti di carica. Alcuni esempi sono Sorbitolo (E 420), Xilitolo (E 967), Eritritolo (E 968).

Quadro normativo

L’uso degli edulcoranti nell’Unione Europea è strettamente regolamentato per garantire che le sostanze immesse sul mercato non rappresentino un rischio per la salute dei consumatori.

Normativa di riferimento

La principale normativa a cui fare riferimento è il Regolamento (CE) n. 1333/2008 relativo agli additivi alimentari. Questo regolamento stabilisce l’elenco degli additivi autorizzati, le condizioni del loro impiego negli alimenti e le regole sull’etichettatura. Si tratta quindi di un elenco positivo: ciò che non è esplicitamente menzionato in tale regolamento non può essere utilizzato come additivo alimentare. Un’altra normativa da menzionare è il Regolamento (UE) n. 231/2012, che specifica i criteri di purezza per ogni additivo.

Processo di approvazione

Prima che un edulcorante possa essere utilizzato, deve affrontare un rigoroso processo di valutazione:

  1.  Dossier scientifico: il produttore presenta una richiesta alla Commissione Europea includendo dati tossicologici, studi di esposizione e prove sull’efficacia tecnologica.
  2. Valutazione dell’EFSA: gli esperti del gruppo scientifico dell’EFSA esaminano tutti i dati disponibili per determinare la sicurezza della sostanza.
  3. Definizione della DGA /TDI: se la valutazione è positiva, l’EFSA stabilisce la TDI (Tolerable Daily Intake), o DGA (Dose Giornaliera Ammissibile), ovvero la quantità di sostanza che una persona può assumere quotidianamente per tutta la vita senza rischi apprezzabili.
  4. Autorizzazione: sulla base del parere scientifico, la Commissione Europea e gli Stati membri decidono se autorizzare l’additivo e in quali concentrazioni massime.

Redazione dell’etichetta

La trasparenza verso il consumatore è garantita dal Regolamento (UE) n. 1169/2011, che obbliga il produttore a dichiarare in etichetta:

  • Denominazione: gli edulcoranti devono figurare nell’elenco degli ingredienti con il nome della categoria (“edulcorante“) seguito dal nome specifico o dal numero E (es. “edulcorante: sucralosio” o “edulcorante: E 955”).
  • Avvertenze specifiche: i prodotti contenenti aspartame devono riportare la dicitura “contiene una fonte di fenilalanina” (informazione essenziale per chi soffre di fenilchetonuria). I prodotti con oltre il 10% di polioli aggiunti devono indicare “un consumo eccessivo può avere effetti lassativi“.
  • Altre diciture: accanto alla denominazione dell’alimento deve apparire la dicitura “con edulcorante/i” o “con zucchero/i ed edulcorante/i“.

Gli edulcoranti sono sicuri?

La sicurezza degli edulcoranti è oggetto di costante monitoraggio. L’EFSA riesamina periodicamente gli additivi già autorizzati alla luce di nuove evidenze scientifiche.

Un caso che ha fatto discutere negli ultimi anni è quello dell’aspartame. Nonostante le cicliche controversie mediatiche, l’EFSA ha completato una rivalutazione completa nel 2013, concludendo che l’aspartame e i suoi prodotti di degradazione sono sicuri per la popolazione generale ai livelli di esposizione correnti. La DGA di 40 mg/kg di peso corporeo è considerata sicura. Recentemente, nel 2023, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) e il comitato JECFA (OMS/FAO) hanno esaminato nuovamente l’aspartame. Mentre lo IARC lo ha classificato come “possibilmente cancerogeno per l’uomo” (Gruppo 2B) sulla base di prove limitate, il JECFA ha ribadito che la DGA esistente rimane sicura e che non vi sono prove convincenti di danni derivanti dal consumo entro i limiti stabiliti.

Per quanto riguarda i polioli (polialcoli) la loro sicurezza è elevata, ma il loro principale limite è l’effetto osmotico nel colon, che può causare gonfiori o effetti lassativi se assunti in dosi massicce. Gli edulcoranti intensivi, invece, non influenzano significativamente la risposta insulinica, rendendoli alleati preziosi nella gestione dietetica del diabete, come confermato dalle linee guida del Ministero della Salute. In un’ottica di dieta equilibrata, gli edulcoranti restano uno strumento utile, ma non sostitutivo di uno stile di vita sano basato sulla varietà alimentare e sulla moderazione.

L’importanza delle analisi di laboratorio

Il laboratorio di analisi è un alleato importantissimo per le aziende del settore alimentare. Grazie alle analisi di laboratorio è possibile:

  • verificare la purezza ed altre caratteristiche qualitative della materia prima edulcorante
  • verificare la concentrazione effettiva di edulcorante nell’alimento finito
  • verificare che la concentrazione di edulcorante sia entro i valori massimi indicati dal regolamento europeo
  • eseguire prove di stabilità per indicare una shelf-life corretta
  • verificare la performance nel tempo degli edulcoranti aggiunti, che possono subire processi di degradazione ed andare ad alterare le caratteristiche organolettiche dell’alimento nel tempo.

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Ulteriori approfondimenti:
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EFSA

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