Il cannabidiolo (CBD) come nuovo alimento: il parere dell’EFSA

Febbraio 9, 2026

In un recente aggiornamento (febbraio 2026), l’EFSA comunica un importante parere riguardante il cannabidiolo (CBD) come “nuovo alimento” (novel food). In questo articolo i punti-chiave del documento.

Definizione di un limite di sicurezza provvisorio per il CBD

Gli esperti dell’EFSA hanno stabilito, per la prima volta, un livello di assunzione giornaliera sicura provvisorio per gli adulti. Questo valore è pari a 0,0275 mg per ogni kg di peso corporeo. In termini pratici, per un adulto di 70 kg, la dose corrisponde a circa 2 mg al giorno.

Perché il limite è “provvisorio”?

Il livello è definito provvisorio perché i dati scientifici attualmente disponibili in letteratura sono ancora incompleti. Per tutelare la salute pubblica, l’EFSA ha applicato un “fattore di incertezza” (un margine di sicurezza extra) pari a 10, finché non verranno condotti ulteriori studi e i dati a disposizione permetteranno di avere un quadro più completo. È una misura temporanea per gestire il rischio mentre l’industria produce i dati mancanti. Se i nuovi studi dovessero mostrare tossicità a dosi diverse, questo valore potrebbe cambiare.

Condizioni e restrizioni d’uso

Questo valore limite di sicurezza si applica solo a specifiche condizioni:

  • CBD isolato con purezza ≥ 98%.
  • Assenza totale di nanoparticelle (che potrebbero cambiare il modo in cui il corpo assorbe la sostanza).
  • Processi di produzione che escludano la presenza di contaminanti pericolosi o impurità genotossiche.
  • Categorie escluse: la sicurezza non è stabilita (e quindi il consumo è sconsigliato) per:
    • Minori di 25 anni.

    • Donne in gravidanza o in fase di allattamento.

    • Soggetti che seguono terapie farmacologiche (per via delle possibili interazioni).

Lacune scientifiche persistenti e passi futuri

L’EFSA ha ribadito che mancano ancora dati certi su come il cannabidiolo (CBD)  influenzi a lungo termine:

  • fegato

  • sistema endocrino (ormoni)

  • sistema nervoso e quello riproduttivo

Inoltre il documento sottolinea come il CBD possa inibire o stimolare determinati enzimi (come il citocromo P450), alterando l’effetto di altri medicinali assunti contemporaneamente.

L’onere di colmare queste lacune spetta alle aziende che richiedono l’autorizzazione per commercializzare prodotti a base di CBD. L’EFSA organizzerà un webinar ad aprile 2026 per supportare i richiedenti e valuterà ogni singola domanda in base ai dati specifici forniti.

L’EFSA sta procedendo con grande cautela: pur aprendo alla possibilità di un consumo sicuro, fissa una soglia molto bassa e invita alla massima prudenza, specialmente per le fasce di popolazione più vulnerabili.

Per leggere l’articolo completo dell’EFSA: CBD as novel food – EFSA

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