La valutazione del rischio idrico: cosa prevede la normativa

Settembre 17, 2026

L’acqua destinata al consumo umano è un bene primario per la salute pubblica. La sua sicurezza è regolata da normative precise in ogni fase, dalla captazione all’uso. La valutazione del rischio idrico è lo strumento chiave per garantire la sicurezza dei consumatori.
In questo articolo vediamo di cosa si tratta, quali sono i principali riferimenti normativi e come il laboratorio di analisi può offrire supporto a privati e aziende.

Cos’è la valutazione del rischio idrico

La valutazione del rischio idrico è un approccio sistematico di analisi che copre l’intera catena di approvvigionamento di acqua destinata al consumo umano: dal bacino idrografico di prelievo, al trattamento, allo stoccaggio, fino alla distribuzione e al punto in cui l’acqua viene effettivamente utilizzata. Si tratta di un modello sviluppato a partire dai Water Safety Plan (piani di sicurezza dell’acqua) , un metodo raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e recepito in diversi Paesi europei.

Questo approccio si articola generalmente su tre livelli:
– la valutazione delle aree di alimentazione dei punti di prelievo
– la valutazione del sistema di fornitura (che comprende captazione, trattamento, stoccaggio e distribuzione)
– la valutazione dei sistemi di distribuzione idrica interni agli edifici, con particolare attenzione a quelli definiti prioritari come ospedali, scuole e strutture ricettive.
L’obiettivo della valutazione del rischio idrico è individuare in anticipo eventuali criticità (comprese quelle legate ai cambiamenti climatici, alle perdite nelle condutture e agli stress ambientali) per intervenire con adeguate misure preventive e correttive prima che queste criticità possano trasformarsi in un effettivo rischio per la salute dei consumatori.

La normativa vigente

La normativa di riferimento a livello europeo è la direttiva europea 2020/2184, in vigore dal 12 gennaio 2021, che ha aggiornato la precedente normativa sulla qualità delle acque potabili introducendo l’approccio basato sul rischio lungo l’intera filiera. La direttiva prevede che gli Stati membri garantiscano
una valutazione e gestione del rischio che tenga conto di pericoli di diversa origine (inclusi quelli connessi ai cambiamenti climatici e alla continuità della fornitura), concentrando le risorse sui rischi più significativi e assicurando uno scambio continuo di informazioni tra gestori e autorità competenti.

In Italia, la direttiva è stata recepita con il decreto legislativo n°18 del 23 febbraio 2023 e sue modifiche in vigore il 21 marzo 2023. Ha abrogato il precedente decreto legislativo 31/2001. Gli obiettivi di tale decreto sono garantire la salubrità delle acque e proteggere la salute umana dagli effetti negativi della contaminazione delle acque.

Per chiarire gli aspetti pratici della normativa, l’ISS (Istituto Superiore di Sanità) ha pubblicato due documenti tecnici di riferimento: il rapporto ISTISAN 22/32, che spiega come valutare e gestire il rischio negli impianti idrici interni agli edifici, cioè le tubature e gli altri impianti che si trovano dentro le strutture ed il rapporto ISTISAN 22/33 (“Linee guida nazionali per l’implementazione dei Piani di Sicurezza dell’Acqua”), che offre indicazioni per valutare il rischio lungo tutto il percorso dell’acqua, dalla fonte fino alla distribuzione, secondo il modello dei piani di sicurezza dell’acqua. Questo documento revisiona e sostituisce il precedente Rapporto ISTISAN 14/21.

Le responsabilità secondo la normativa vigente

Il legislatore ha anche introdotto le responsabilità del rischio sezionando la filiera dell’acqua in base alla tipologia del servizio:
– il “prelievo a monte” nelle aree di alimentazione dei punti di prelievo (pozzi, sorgenti, bacini) è responsabilità degli enti locali (regioni e province).
– approvvigionamento, trattamento e distribuzione sono responsabilità è dell’ente gestore ( ovvero la società che distribuisce l’acqua ) che è responsabile fino al contatore di linea.
– dal contatore di linea fino al contatore individuale ( condomini) la sorveglianza la verifica e la responsabilità dell’impianto e della qualità dell’acqua ricadono sull’amministratore di condominio.
– dal contatore individuale in poi tutto è demandato alla proprietà che deve mantenere adeguatamente gli impianti.

Il complesso di queste responsabilità porta ad un controllo più esteso e finalizzato al tratto d’interesse.

Il ruolo del laboratorio di analisi

Il laboratorio di analisi svolge una funzione tecnica essenziale, sia per le analisi che per la valutazione di eventuali rischi, poichè può fornire i dati  analitici per la valutazione della qualità dell’acqua e del rischio idrico ed eventualmente una consulenza tecnica. Il decreto legislativo 18/2023 prevede infatti programmi di controllo che riguardano l’intera filiera, dai punti di prelievo delle acque superficiali e sotterranee, agli impianti di adduzione e trattamento, fino alle reti di distribuzione esterna e interna, comprese le acque confezionate e quelle utilizzate nelle imprese alimentari.
Inoltre se vengono fatti trattamenti privati delle acque come addolcitore, deferrizzatore, osmosi, ecc.) la proprietà è responsabile del controllo e della manutenzione.

Il laboratorio ed il suo personale esperto collaborano con gli amministratori o con i proprietari per ogni problematica legata all’acqua indicando sia la tipologia di rischio, sia quali sono le analisi più significative da svolgere per ogni specifico problema (valutazione caso per caso).
Il monitoraggio regolare dei parametri chimici, fisici e microbiologici rilevanti consente di verificare nel tempo sia la qualità dell’acqua che l’efficacia delle misure adottate e di mantenere aggiornata la valutazione del rischio.

Quindi oltre ad eseguire controlli a campione su parametri fissi, va fatta una valutazione più ampia e complessa del rischio e questa va aggiornata regolarmente o ogni qual volta vi siano modifiche importanti.
Un laboratorio che offre analisi e consulenza è quindi un partner importantissimo: individua eventuali criticità, ne misura l’entità e supporta responsabili e strutture nel garantire la sicurezza delle acque e valutare se sia necessario apportare misure correttive.

Contattateci per maggiori informazioni sui nostri servizi.

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