La caffeina non è solo il simbolo del caffè, alimento assunto quotidianamente in tutto il mondo, ma è anche una molecola naturalmente presente in diverse piante e ampiamente utilizzata nel settore erboristico. Approfondiamo le sue caratteristiche in questo articolo.
Cos’è la caffeina e dove si trova
Nota per le sue spiccate proprietà psicostimolanti, la caffeina (chimicamente 1,3,7-trimetilxantina) viene utilizzata per contrastare la sonnolenza, migliorare l’attenzione e le prestazioni cognitive. Anche se associata spesso solo alla pianta del caffè, è in realtà presente in diverse altre fonti vegetali. In queste matrici naturali, talvolta si fa riferimento a questa molecola con termini specifici: ad esempio, la caffeina contenuta nel guaranà viene chiamata guaranina e quella presente nel tè viene chiamata teina, ed è associata alla teofillina, un alcaloide strutturalmente simile alla caffeina. Che si parli di teina, guaranina o caffeina, la struttura chimica è la stessa.
Nel contesto erboristico, le fonti principali di caffeina includono:
– Chicchi di caffè (Coffea arabica, Coffea canephora – Robusta)
– Foglie di Tè (Camellia sinensis)
– Semi di Guaranà (Paullinia cupana)
– Noce di Cola (Cola acuminata)
– Fave di Cacao (Theobroma cacao)
Integratori alimentari con caffeina
La caffeina è un componente molto diffuso negli integratori alimentari. Questi integratori possono contenere estratti titolati di vario tipo o miscele di polveri a base di una o più fonti erboristiche di caffeina. Esistono in commercio tanti tipi di prodotti che sfruttano gli effetti biologici della caffeina, ad esempio gli integratori per la performance sportiva o quelli per la stanchezza e la concentrazione.
Secondo quanto riportato in un parere scientifico dell’EFSA nel 2015, per il consumatore medio adulto l’assunzione giornaliera da tutte le fonti non dovrebbe superare i 400 mg, di cui al massimo 200 mg possono provenire da una singola razione. Nella donna in gravidanza e durante l’allattamento l’apporto giornaliero complessivo di caffeina non dovrebbe superare i 200 mg. E’ quindi molto importante, considerando anche l’assunzione di caffeina da bevande a base di caffè, informare in modo chiaro e corretto il consumatore sul contenuto di caffeina degli integratori.
L’importanza delle analisi di laboratorio
Uno dei problemi principali nell’uso di questo tipo di integratori alimentari è la variabilità del contenuto di caffeina. Essendo un prodotto naturale, la concentrazione di caffeina nelle materie prime erboristiche può variare significativamente a causa di fattori come:
– Origine botanica (la specie e la parte della pianta utilizzata)
– Condizioni di coltivazione (clima, terreno e stress ambientali)
– Processi di estrazione e produzione (il metodo utilizzato per ottenere l’estratto può influire sulla concentrazione finale)
Attraverso tecniche analitiche come la Cromatografia Liquida ad Alta Prestazione (HPLC), si può:
✅ Quantificare con precisione il contenuto di caffeina negli estratti, nelle materie prime e nel prodotto finito.
✅Verificare il rispetto dei limiti massimi consigliati dalle linee guida EFSA
✅Supportare le aziende nella corretta etichettatura, verificando che la concentrazione di caffeina del prodotto sia conforme a quanto dichiarato in etichetta.
L’efficacia e la sicurezza dei prodotti erboristici a base di caffeina dipendono da una conoscenza approfondita delle materie prime e da rigorosi controlli analitici. Per ulteriori informazioni contattateci
Approfondimenti:
• Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA)
– la valutazione del rischio spiegata dall’EFSA
– Parere scientifico sulla sicurezza della caffeina (2015).
– EFSA – topic – caffeine
• Ministero della Salute (Italia) – Linee guida sugli integratori alimentari (Riferimenti normativi sui limiti di apporto).


